The depiction of the natural landscape is one of the most culturally saturated and codified of photographic subjects. For many artists, it is the multiplicity of the natural world or the contrast of grandeur with detail in nature that attracts them. For others, nature is transformed into landscape in their work as they create the picturesque from the facts of the world around them. Increasingly., too, there are those photographers for whom environmental issues dominate, with the contrast between wilderness and the altered landscape their focus. Finally, for some, nature is a kind of visual ‘raw material’ that they draw on, not to present idealised landscapes, picturesque views or contested environments, but for their own abstract ends.
The Italian-born Franco Fontana is perhaps the best-known photographer to work with the landscape in this latter way, and has had a long career producing minimalist photographs drawn from nature. This photograph is a prime example of his style and shows the natural world reduced to saturated bands of yellow, blue and brown, all offset by a thin red line of poppies. As Fontana wrote of his approach in the 1970s:
I try to isolate in space and time all that is normally mixed up with an infinity of details. Extracting a few essential elements from the entirety that presents itself to the human eye is one of my inner requirements: to achieve a harmonic unity through the elimination of all disturbing natural elements. In this way a landscape is born which is made up by subtle relations of space, form, drawing and colour.
Fontana was a furniture dealer in Modena who began to work as an amateur photographer in 1961 and held his first exhibition seven years later. From the start, it was the interplay of colour and form in the natural environment that attracted his attention, and, while he worked in a number of genres, the landscape has provided him with the most sustained interest.
Fontana’s work coincided with a renewed interest among photographers in the 1970s in formalist or straight photography in which the pure aesthetics of the ‘thing in itself’ are paramount. Fontana’s photographs stand as a tribute to his ability to choose a view in which the elemental aspects of form and colour dominate. This is an art that is without metaphor; instead, it is through the process of selection and a reduction of the word lot flat planes that such striking effects are created.
Fontana has written that he does not manipulate his photographs, preferring that his work not be described as abstract but retain its connection to the real. However, it is also clear that he does adopt certain photographic strategies to create these works, such as using a zoom lens to compress space and create a two-dimensional perspective, and underexposing his work to accentuate colour saturation. The effect, as here, is a severe simplicity that transforms the natural colours of these cultivated landscapes into a work akin to a formalist painting.
La rappresentazione del paesaggio naturale è uno dei soggetti più ricchi di significati culturali e maggiormente codificati nella storia della fotografia. Per molti artisti, è proprio la molteplicità del mondo naturale, o il contrasto tra la grandiosità della natura e i suoi dettagli più minuti, a costituire il principale motivo di attrazione. Per altri, invece, la natura si trasforma in paesaggio nelle loro opere, poiché è dalla realtà del mondo che li circonda che ricavano gli elementi con cui costruiscono il pittoresco. Inoltre, sono sempre più numerosi i fotografi per i quali le tematiche ambientali rivestono un ruolo centrale, con una particolare attenzione al contrasto tra la natura selvaggia e il paesaggio trasformato. Infine, per alcuni artisti la natura rappresenta una sorta di «materia prima» visiva, da cui attingono non per raffigurare paesaggi idealizzati, vedute pittoresche o ambienti controversi, ma come punto di partenza per una ricerca astratta.
Il fotografo italiano Franco Fontana è forse il più noto per aver affrontato il paesaggio in quest’ultimo modo. Nel corso di una lunga carriera ha sviluppato una ricerca fondata su immagini minimaliste tratte dal mondo naturale. Questa fotografia è un esempio emblematico del suo stile e mostra il paesaggio naturale ridotto a campiture sature di giallo, blu e marrone, attraversate da una sottile linea rossa di papaveri. Come scrisse lo stesso Fontana a proposito del suo approccio negli anni Settanta:
«Cerco di isolare nello spazio e nel tempo tutto ciò che normalmente è confuso in un’infinità di dettagli. Estrapolare alcuni elementi essenziali dall’insieme che si presenta all’occhio umano è una delle mie esigenze interiori: raggiungere un’unità armonica attraverso l’eliminazione di tutti gli elementi naturali di disturbo. In questo modo nasce un paesaggio costituito da sottili relazioni tra spazio, forma, disegno e colore».
Prima di affermarsi come fotografo, Fontana lavorava come commerciante di mobili a Modena. Iniziò a dedicarsi alla fotografia come dilettante nel 1961 e tenne la sua prima mostra personale sette anni dopo. Fin dagli esordi, furono il gioco di colori e di forme del mondo naturale ad attirare la sua attenzione e, sebbene abbia sperimentato diversi generi fotografici, il paesaggio rimase quello che suscitò in lui l’interesse più duraturo.
L’opera di Fontana si colloca nel contesto del rinnovato interesse, emerso tra i fotografi negli anni Settanta, per la fotografia formalista, o «straight photography», nella quale l’estetica pura del soggetto assume un’importanza centrale. Le fotografie di Fontana mettono in luce la sua straordinaria capacità di individuare una prospettiva nella quale forma e colore emergono nella loro essenzialità. Si tratta di un’arte priva di metafore; è invece attraverso il processo di selezione e la riduzione del mondo a piani piatti che si producono effetti di tale intensità.
Fontana ha dichiarato di non ritoccare le proprie fotografie e preferisce che il suo lavoro non venga definito astratto, ma riconosciuto per il legame che mantiene con la realtà. Tuttavia, è altrettanto evidente che Fontana ricorra a precise strategie fotografiche per realizzare queste immagini, come l’impiego di un teleobiettivo per comprimere lo spazio e accentuarne la bidimensionalità, oppure la sottoesposizione per intensificare la saturazione dei colori. L’effetto, come in questo caso, è una rigorosa semplicità che trasforma i colori naturali di questi paesaggi coltivati in un’opera affine a un dipinto formalista.
Franco FONTANA
Untitled 1978; 1979 {printed}
type C photograph
17.4 x 26.2 cm (image) 20.4 x 29.3 cm (sheet)
ed. 5/100
National Gallery of Victoria, Melbourne
Purchased, 1979
PH145-1979
© Franco Fontana