PARMIGIANINO<br/>
<em>Huntsman sounding his horn with a staghunt in the distance</em> (c. 1530-1539) <!-- (recto) --><br />

pen and brown ink and brown wash over faint traces of black chalk; laid down<br />
26.2 x 20.4 cm (sheet)<br />
National Gallery of Victoria, Melbourne<br />
Felton Bequest, 1936<br />
358D-4<br />

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IT

Huntsman sounding his horn with a staghunt in the distance

Parmigianino

Cacciatore suona il suo corno con una caccia al cervo in lontananza

Parmigianino

NGV ITALIA COLLECTION

Parmigianino, who had a short but meteoric career, was one of the greatest  proponents of Italian Mannerism. Born into a family of artists in Parma, his precocious  talent, especially as a draughtsman, astonished his contemporaries. In his early years  he was highly influenced by Correggio, who was the pre-eminent painter in Parma at  the time, and in 1524 he moved to Rome where he studied the work of Raphael and  Michelangelo. Following the Sack of Rome, in 1527, he returned to northern Italy, where  in his final decade he produced some of his most important mature paintings and a  small but influential group of etchings and chiaroscuro woodcuts.

Parmigianino’s brilliance as a draughtsman is evident in this virtuoso presentation  drawing. The subject matter has long caused speculation, with the drawing  described in early catalogues as a hunting scene, and more recently associated with  the myth of Diana and Actaeon. This story from Ovid’s Metamorphoses had been the  subject of the artist’s important early fresco cycle at Fontanellato, near Parma. This  drawing, however, most unusually omits the central episode in the story, in which  Actaeon stumbles across the bathing Diana while out hunting, and the goddess  transforms him into a stag as punishment. It has been suggested that Parmigianino  instead chose to focus on the story’s tragic denouement, in which Actaeon’s hunting  companions call out to alert him to the stag’s capture, unaware that it is Actaeon  himself who is being set upon by his own hounds.

The fantasy elements of the huntsman’s costume, as well as the gigantic  horn, point to the fact that the drawing is a work of elaborate poetic invention.  Parmigianino may have based the huntsman’s pose on a terracotta figure in  the Casa Buonarroti in Florence, which is thought to have been the model for  Michelangelo’s famous sculpture of David. Parmigianino was particularly attracted  to this pose, which he used in a number of drawings that explore the eroticism of  the male figure.

Cathy Leahy, Senior Curator, Prints and Drawings, National Gallery of Victoria

Il Parmigianino, la cui carriera fu breve ma fulminante, fu uno dei maggiori esponenti del manierismo italiano. Nato a Parma da una famiglia di artisti, il suo talento precoce, soprattutto come disegnatore, stupì i suoi contemporanei. Nei primi anni di vita fu molto influenzato dal Correggio, che all’epoca era il pittore più importante di Parma, e nel 1524 si trasferì a Roma dove studiò le opere di Raffaello e Michelangelo. In seguito al Sacco di Roma, nel 1527, tornò in Italia settentrionale, dove nell’ultimo decennio produsse alcuni dei suoi più importanti dipinti e un piccolo ma influente numero di incisioni e xilografie a chiaroscuro.  

La genialità del Parmigianino come disegnatore è evidente in questo virtuoso disegno di presentazione. Il soggetto è stato a lungo oggetto di speculazioni, con il disegno descritto nei primi cataloghi come una scena di caccia e associato invece più recentemente al mito di Diana e Atteone. Questa storia tratta dalle Metamorfosi di Ovidio era stata oggetto dell’importante ciclo di affreschi giovanili realizzati dall’artista a Fontanellato, vicino a Parma. Questo disegno, tuttavia, omette insolitamente l’episodio centrale della storia, in cui Atteone si imbatte nel bagno di Diana mentre è a caccia, e la dea lo trasforma in un cervo per punizione. È stato suggerito che il Parmigianino abbia invece scelto di concentrarsi sul tragico epilogo della storia, in cui i compagni di caccia di Atteone lo chiamano per avvertirlo della cattura del cervo, senza sapere che è lo stesso Atteone a essere inseguito dai suoi segugi.  

Gli elementi di fantasia del costume del cacciatore, così come il gigantesco corno, indicano che il disegno è un’opera di elaborata invenzione poetica. Il Parmigianino potrebbe aver basato la posa del cacciatore su una figura in terracotta della Casa Buonarroti di Firenze, che si pensa sia stata il modello per la famosa scultura del David di Michelangelo. Il Parmigianino era particolarmente attratto da questa posa, che utilizzò in una serie di disegni che esplorano l’erotismo della figura maschile. 

 Cathy Leahy, Curatrice senior, Stampe e Disegni, National Gallery of Victoria 

PARMIGIANINO
Huntsman sounding his horn with a staghunt in the distance (c. 1530-1539)
pen and brown ink and brown wash over faint traces of black chalk; laid down
26.2 x 20.4 cm (sheet)
National Gallery of Victoria, Melbourne
Felton Bequest, 1936
358D-4

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